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Dal neolitico all'era industrialedi Gianni D'Anna
Riflessioni sulla storia di un territorio (la costa siciliana da Augusta a Siracusa). Nella storia della mitologia la Sicilia nasce da uno stupro e questo si ripete invariabilmente, è necessario dire basta.
Quali legami possono esserci tra le seguenti accoppiate: neolitico-industriale, archeologia-inquinamento, architetture elleniche-ciminiere, bellezza-orrido. Probabilmente nessun'attinenza logica, anzi la vicenda appare grottesca ai limiti dell'irreale. Per dare l'idea dell'immane crimine contro la storia che è stato portato a termine negli ultimi cinquant'anni, il regista Marcello Cappelli si affida ad una pagina di due studiosi di fama internazionale, che in un loro libro raccontano "serenamente", dando, allo stesso tempo notizia, di reati gravissimi contro la cultura e la storia millenaria.

La colonia greca Megara Hyblaea con le ciminiere al suo orizzonte. "Sarà bene che l'uomo di domani tenga presente, com'esempio negativo, l'inutile distruzione che ha subito un territorio, la cui immagine era il simbolo della cultura e della bellezza. Il necessario adattamento di una zona o di un paese a nuovi bisogni non presuppongono necessariamente la distruzione di quello che c'è. …si deve ovviamente capire che la Sicilia degli anni '50, dove il panorama industriale era povero e ristretto, l'isolamento dai mercati internazionali quasi totale, l'apparato portuale e ferroviario guasto dalla guerra, l'idea della creazione di un'ampia zona industriale sembrava la condizione inspirata per uscire dalla miseria del passato. Così si è creato- era storicamente inevitabile- questo sentimento di necessaria rottura con il passato: la vita di domani doveva rinnegare quella di ieri, se si voleva cancellare e dimenticare le umiliazioni del passato. Questa zona, in un intervallo che non supera una generazione, si è trasformata in un altro mondo in cui vivono, in maniera diversa, altri uomini, in totale frattura con la vita delle generazioni passate.
La stessa generazione ha visto e vissuto senza transizioni il passaggio dall'asino, altrove attardato ma qui ancora ieri onnipresente, al traffico intenso e disordinato della zona industriale; dalle lotte agrarie , da una società feudale ad un sindacalismo moderno importato bello e pronto dal Nord. Se è vero che l'evoluzione auspicabile di una società consiste nel far progredire armonicamente tutte gli elementi del vivere civile….. non si può negare che una rottura così brusca, che ha ignorato volutamente tutte le componenti della vita, abbia provocato profondi disturbi e traumi nella generazione che lo ha vissuto e subito. Non serve a niente affermare che l'industrializzazione , di per sé necessaria, poteva altre forme, perché doveva prendere in considerazione precisamente le autentiche vocazione dei siti in cui si era installata, le componenti della società che ci viveva e che l'ha subita senza averla voluta, anche se , per un tempo, ha potuto essere sedotta dalle apparenze del miracolo economico. La situazione è ormai quella che è e non serve lamentare un dato di fatto.
Va detto, ad esempio, senza nessuna polemica, che è peccato che una parte delle industrie della zona (RASIOM -attuale ESSO N.d.R., Cementeria d'Augusta) si siano impiantate proprio sulle necropoli dell'antica Megara, provocando così danni incalcolabili di cui può ancora testimoniare la stupenda "kuorotrophos" del museo di Siracusa, recuperato in circa 900 pezzi, durante i lavori d'impianto della RASIOM. Ricordiamoci le vecchie discussioni dell'Illuminismo: il problema è di sapere se i resti del passato sono oggetti di curiosità, che possono interessare dilettanti alla ricerca di distrazioni per la domenica, o se sono portatori di storia, e se l'uomo, soprattutto nei momenti frattura, può fare a meno della sua storia.
Come non essere sbalorditi nel leggere oggi queste righe, scritte senza dubbio in buona fede, che testimoniano un ritardo di più di 20 anni :" Il miracolo (dell'industrializzazione) si era compiuto, , le popolazioni rispondevano alle nuove e moderne esigenze con prontezza ed entusiasmo, abbandonando l'atavica contemplazione dell'antico splendore greco, fonte non ultima del sottosviluppo" (Esso Rivista, n.1-2, 1983, p. 27) Per costruire un futuro dal volto umano ci vuole ben altro che il ferro degli impianti industriali: ci vuole la buona volontà e la disponibilità di tutti.
"
(brano di G. VALLET e G. VOZA edito nel 1984 a cura dell'Assessorato Regionale Beni Culturali e Ambientali e della Pubblica Istruzione e dalla Sovrintendenza alle antichità per la Sicilia Orientale)

"Questi brani valgono, più di qualsiasi nostra riflessione o polemica, ad indicare da quali riflessioni parte questo nostro lavoro,- afferma Marcello Cappelli, regista della favola industriale "La miglior vendetta è il successo" - motivato dal voler dare un'impulso a rileggere un territorio violentato e ancora sottoposto a violenze (vedi l'inceneritore e la recente autorizzazione da parte della regione Sicilia ad iniziare perforazione nella Val di Noto). Brani che vengono da due archeologi di fama internazionale, al disopra d'ogni sospetto mossi nella propria ricerca solo da un profondo amore per l'uomo e la sua storia. Anche noi siamo mossi dal desiderio che si veda chiaramente qual è la situazione oggi e da questa si parti per trasformare, ma che soprattutto chi di dovere non vada via senza dare un contributo al risanamento, lasciando solo distruzione , dopo aver succhiato quello che generosamente, e solo per un desiderio di crescita, questa popolazione ha offerto". (maggio 2005 - Gianni D'Anna)





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