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L'epopea degli idrovolanti, l'idroscalo durante la guerra
La descrizione dell'idroscalo da parte di Tullio Marcon, storico della Marina Militare. Il brano è tratto dal libro "Augusta 1940-1943, la piazzaforte, la città". Una pagina di storia e di vita quotidiana nell'Augusta degli anni della seconda guerra mondiale, quando era servita da un aeroporto operativo.

La rada però non serve soltanto alle navi. Lungo il suo seno più settentrionale, ove si alternano agli eucalyptus gli hangar dell'idroscalo "Luigi Spagnolo", dondolano con la prora al vento, simili ad una colonia di gabbiani, gli argentei idrovolanti dell'83° Gruppo da ricognizione marittima lontana (R.M.I), ospite di diritto di questi luoghi ormai da tre lustri (15 anni ndr). Delle tre squadriglie che lo compongono, solo due, la 184a e la 186 a con sedici velivoli operativi, più uno di addestranmento, sono dislocate ad Augusta.
Si tratta di un unico tipo di velivolo, sicuro ma ormai lento e vulnerabile Cant Z 501 "Gabbiano". Come da norma nella ricognizione marittima, tra l'equipaggio c'é un ufficiale osservatore della Marina, che è il responsabile della missione per la parte operativa. Proprio per affiancare ai "501" delle macchine di migliori prestazioni, la Regia aeronautica sta provvedendo a trasferire dai reparti da bombardamento a quelli da ricognizione marittima, alcuni trimotori Cant Z 506B. All'83° Gruppo sono stati destinati i velivoli della 170 a Squadriglia che lascerà definitivamente la base di La Spezia per dislocarsi ad Augusta. Nella tarda mattinata del 3 giugno 1940 quattro "Aironi", maestosi al pari di uccelli dai quali prendono il nome, giungono sul cielo di Augusta facendo tintinnare i vetri delle finestre con l'armonioso pulsare dei motori Alfa 126. Poi ammarano uno ad uno, sollevando scie gemelle con gli scarponi e vanno al gavitello presso i Forti, per spartire d'ora innanzi con i "Gabbiani" la carezza del vento.
Il messaggio che ufficializza il trasferimento perviene al maggiore pilota Michele Palmiotti, comandante del Gruppo, unitamente agli ordini ed alle disposizioni da attuare in forza del piano P.R.12, approntato da Roma durante il periodo di "non belligeranza" nel caso di guerra a fianco della Germania contro Gran Bretagna e Francia. Vi sono indicate le ricognizioni da effettuare quotidianamente lungo le varie rotte. Non Manca la raccomandazione di approntare i timbri che d'ora innanzi stampiglieranno la corrispondenza tra l'esterno e l'idroscalo, non più indicato con il proprio nome, bensì come "Aeroporto n.509 - Posta militare 3500".

L'autore:
Tullio Marcon , ingegnere, ufficiale di Marina nella riserva, augustano adottivo. Ha diretto l'Ufficio tecnico del comune, ha redatto un Piano regolatore della città. E' stato il fondatore del MUseo della Piazzaforte. Si è dedicato per decenni, da pensionato, a scrivere articoli e libri su argomenti storico-militari ed aeronavali con decine di libri che sono la testimonianza storica della città.




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